DA COSTA A COSTA
Ho bevuto l’acqua di Flint

Nella quinta puntata della seconda stagione di Da Costa a Costa, il podcast sulla politica e sulla società nell’America di Donald Trump, la seconda parte del racconto del viaggio di Francesco Costa in Michigan.

Cinquant’anni fa la città di Flint, in Michigan, era descritta come un modello di prosperità e sviluppo: la città del sogno americano. Oggi Flint è considerata l’esempio di come quel sogno può diventare un incubo: dagli anni Novanta è una delle città più povere e pericolose d’America, e dal 2014 per quasi due anni dai suoi rubinetti è uscita acqua gravemente contaminata, che ha avvelenato la popolazione. La storia di un disastro che ha cause molto diverse – dalla deindustrializzazione al razzismo – e che permette di capire un pezzo importante degli attuali problemi di molte zone degli Stati Uniti d’America.

Questa puntata è stata realizzata con il contributo di Sapospina Rampi, detergenti professionali per la tua casa, che trovi in lavanderia (http://sapospina.it).

Le traduzioni degli inserti audio in inglese contenuti in questa puntata.

Da “Roger and Me” / 1
(documentario d’esordio di Michael Moore, 1989)
Estratto da un documentario: «La nostra città di Flint, Michigan, è stata il luogo di nascita di General Motors, la più grande azienda al mondo. Ci sono più fabbriche d’auto e operai metalmeccanici qui che in qualsiasi città della Terra. Costruiamo Cadillac, Buick, Fischer Body, camion FM, Chevrolet e batterie. Godiamo della prosperità che altri lavoratori nel mondo non hanno mai visto finora. E di questo la città è grata all’azienda».

Da “Roger and Me” / 2
Dal notiziario della CBS
Sigla: «Questa è CBS Evening News. Vi parla Dan Rather. Buona sera».
Dan Rather: «General Motors ha confermato oggi che chiuderà fabbriche che danno lavoro a circa trentamila persone».
Roger Smith, chairman di General Motors: «Oggi annunciamo la chiusura di undici delle nostre fabbriche più vecchie».
Reporter: «Se Detroit e Pontiac saranno sicuramente colpite da queste chiusure, l’effetto su Flint è assolutamente devastante».

Michael Moore: “Dire “devastante” non è neanche la metà… Forse mi sbaglio, ma io credevo che le compagnie licenziassero le persone quando sono in difficoltà. General Motors era l’azienda più ricca al mondo e chiudeva le fabbriche mentre continuava a fare profitti e a guadagnare miliardi».
Roger Smith: «Non abbiamo alcun progetto di tagliare 80.000 posti di lavoro. È una cosa tipo: “Che cosa succede se si fa una cosa del genere?”.
Michael Moore: «Questo era il chairman di GM, Roger Smith. E sembrava avere dei progetti brillanti: primo, chiudere undici fabbriche negli Stati Uniti e quindi aprirne undici in Messico dove poteva pagare i lavoratori 70 cents all’ora; poi usare il denaro risparmiato costruendo vetture in Messico per comprare altre aziende, preferibilmente nel settore high tech e delle costruzioni di armi; quindi dire ai sindacati di essere al verde e fare in modo che loro concordino felicemente di restituire un paio di miliardi di dollari con il taglio dei salari; tu allora prendi quei soldi dai lavoratori ed elimini i loro posti di lavoro costruendo più fabbriche all’estero… Ah, Roger Smith era veramente un genio!».

Intervista con Ronald Fonger / 1
«Dobbiamo tornare indietro di quasi tre anni. Nell’aprile del 2014, la città di Flint era in difficoltà finanziarie, sull’orlo della bancarotta. Lo stato chiese a una serie di “emergency managers” di venire qui e di fatto guidare la città. In quel periodo, fu deciso che avremmo smesso di comprare acqua depurata dalla città di Detroit per usare invece l’acqua del fiume Flint che era a due isolati da qui».

Intervista con Ronald Fonger / 2
General Motors ha continuato a usare l’acqua di Flint in alcune delle sue fabbriche di Flint, ma nelle loro fabbriche di motori fu scoperto che l’acqua del fiume stava corrodendo parti dei motori. Così si attaccarono a una fonte d’acqua esterna alla città e da allora non hanno più usato l’acqua di Flint».

Intervista con Ronald Fonger / 3
«È stato un totale disastro in quel modo, perché il governo federale aveva stanziato 100 milioni di dollari appositamente per Flint per apportare miglioramenti all’acquedotto e mettere a posto il sistema di distribuzione e aveva destinato altre centinaia di milioni di dollari per ricominciare a comprare acqua da Detroit e anche per pagare la sostituzione di alcune parti del sistema idrico».

La crisi dell’acqua a Flint
Uomo: «Non conta quanto sei forte. Vedere i tuoi figli avvelenati, presto o tardi ti distruggerà. In questo momento non abbiamo acqua corrente pulita nella città di Flint. L’acqua è avvelenata».
Donna 1: «Ad aprile saranno due anni».
Donna 2: «A casa mia siamo sei in tutto. Per tutti noi fare il bagno con l’acqua imbottigliata è come dover razionare l’acqua. A volte questo fiacca il mio spirito».
Donna 3: «Tu cerchi di tenere i tuoi bambini lontani da cose che sono dannose per loro, ma loro possono andare in cucina o in bagno e aprire del veleno».
Donna 4: «Stanno dicendo 15 anni. Cosa faremo in quei 15 anni?»
Donna 1: «Abbiamo bisogno di tenere i riflettori accesi su questa vicenda, perché abbiamo bisogno di una soluzione a lungo termine».
Donna 4: «Io piango. Come mi succede adesso: mentre parlo con te, mi viene da piangere. Ma me lo tengo dentro. Hanno bisogno di risolvere il problema di Flint».

Il governatore Rick Snyder: «Chiedo scusa e lo risolverò» (dal Washington Post)
«A voi, popolo di Flint, dico questa sera come ho fatto in passato: chiedo scusa e lo risolverò. Nessun cittadino di questo grande Stato dovrebbe sopportare questo genere di catastrofe. Il governo – federale, statale e a livello locale – ha fallito con voi tradendo la fiducia che avete riposto in noi. Mi dispiace soprattutto di essere stato io a deludervi. Meritate di meglio. Meritate responsabilità. Meritate di sapere che quella responsabilità è mia. Soprattutto, voi meritate di sapere la verità e io ho la responsabilità di dire la verità, la verità su quello che abbiamo fatto e su quello che faremo per superare questa sfida. Continueremo a consegnare acqua e filtri. Non smetteremo di lavorare per la gente di Flint finché ogni singolo abitante avrà acqua pulita ogni giorno, non importa a che prezzo».

Sei persone sotto accusa per la crisi idrica di Flint, Michigan (NBC News)
Coloro che hanno commesso dei reati saranno considerati responsabili. E oggi annunciamo accuse nei confronti di sei persone di due Dipartimenti statali: il Dipartimento della Qualità dell’Ambiente e il Dipartimento per la Salute e i Servizi sociali. I loro reati sono molti, ma c’è una questione generale e comportamenti reiterati: ognuna di queste sei persone hanno tentato di insabbiare, di nascondere. Hanno relegato i bambini di Flint in secondo piano, ignorandoli e ignorando la verità su ciò che accadeva nella città di Flint.

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