DA COSTA A COSTA
Comey, Flynn, la Russia: su Trump l’ombra di un nuovo Watergate?

Nella settima puntata di Da Costa a Costa, il racconto della settimana più difficile e incredibile della presidenza Trump e la ricostruzione di uno dei più grandi scandali della storia americana: il caso Watergate. Puoi ascoltare la puntata su iTunes (dove puoi iscriverti e scrivere una tua recensione) o dal visore di Spreaker qui sotto, oppure ancora attraverso le app più diffuse per i podcast.

È stata la settimana più difficile per Trump da quando è alla Casa Bianca, e quella che nel lungo termine potrebbe segnare la sua presidenza. La storia delle informazioni riservate rivelate alla Russia ha messo di nuovo in dubbio le sue capacità di giudizio, mentre il licenziamento di James Comey da capo dell’FBI ha portato all’accusa pesante di aver cercato di condizionare le indagini sulle interferenze russe nella campagna elettorale. Bisogna conoscere la storia dello Watergate, per capire la portata di questi guai: Nixon si dimise per aver cercato di ostacolare le indagini, e non per l’episodio da cui cominciò lo scandalo, del quale non conosciamo ancora con certezza i veri responsabili. C’è una cosa, poi, che rende ancora più complessa questa situazione, per chi sta alla Casa Bianca e per noi che la seguiamo: con Trump è cambiato il peso e il significato del linguaggio nella politica americana.
Questa puntata è stata realizzata con il contributo di Barracuda Shoes.

Ecco le traduzioni in italiano degli inserti audio in lingua originale.

Chuck Todd sul potere delle parole di Trump (MSN, 29/4/2017)

Sembra che se qualunque altro presidente avesse detto che esiste la possibilità di un grosso, grosso conflitto con una potenza nucleare ci sarebbero state trasmissioni speciali, alcuni colleghi sarebbero volati a Seul. Non fraintendetemi, il conflitto con la Corea del Nord è un grosso affare (come direbbe qualcuno), ma diciamolo: siamo già portati a non dare credito alle parole del presidente. E anche questo è un grosso affare. Amici, questa potrebbe essere la storia più grossa dei primi 100 giorni: la perdita di valore delle parole del presidente.

Wolf Blitzer: Trump Asked Comey To End Flynn Probe (CNN, 16/5/17)

C’è un’altra ultima ora da affrontare. Un’altra rivelazione importante, questa volta del New York Times, che ha appena pubblicato un articolo secondo cui il presidente Trump ha chiesto all’allora direttore dell’FBI, James Comey, di chiudere l’inchiesta su Michael Flynn, l’ex consigliere del presidente sulla sicurezza nazionale.

Justice department names Robert Mueller (ABC News, 17/5/17)

Un’ultima notizia che ha preso la Casa Bianca alla sprovvista: il Dipartimento di Giustizia rivela che nominerà un procuratore speciale per sovrintendere all’inchiesta dell’FBI sulle ingerenze russe nelle elezioni di Trump e su possibili collusioni. L’ex direttore dell’FBI Robert Mueler ora dirigerà le indagini. I democratici e alcuni repubblicani hanno sollecitato questa iniziativa. La notizia è venuta fuori solo 24 ore dopo che si è venuti a sapere che l’ex direttore dell’FBI James Comey, che è stato licenziato dal presidente Trump, aveva preso nota dei suoi incontri con il presidente. Il dipartimento della Giustizia ha dichiarato pochi minuti fa che un procuratore speciale è necessario perché il popolo americano abbia piena fiducia nei risultati dell’inchiesta.

Estratto da “Tutti gli uomini del presidente” (Alan Pakula, 1976)

“Auto 727, auto 727. Porta aperta nel palazzo degli uffici del Watergate. Possibile furto. Vedere la guardia di sicurezza”.

Election Night 1972 (NBC News)

Di nuovo buona sera. Abbiamo dato uno sguardo ai nostri sondaggi speciali. Sondaggi che ci consentono di sapere come tipi diversi di elettori stanno votando. Adesso è chiaro che Richard Nixon è il vincitore di queste elezioni. Ciò che emerge dalle schede già scrutinate, mentre le operazioni di voto stanno per chiudersi in tutto il Paese è che il presidente sarà rieletto con una vittoria schiacciante.

Richard Nixon: “I’m not a crook” (17/11/1973)

E voglio dirlo alla gente che sta guardando la tv. Ho fatto i miei errori, ma in tutto gli anni della mia vita pubblica non ho mai approfittato, mai approfittato del servizio pubblico (del mio ruolo). Ho guadagnato ogni centesimo. E in tutti gli anni della mia vita pubblica non ho mai ostacolato la giustizia. E credo anche di poter dire che negli anni della mia vita pubblica, che accolgo con piacere questo tipo di indagine perché la gente deve sapere se il suo presidente è un delinquente o no. Beh, io non sono un delinquente. Io ho guadagnato ogni cosa che possiedo.

Richard Nixon si dimette (8/8/1974)

Di conseguenza, domani a mezzogiorno mi dimetterò da presidente effettivo. Alla stessa ora, in questo ufficio, il vice presidente Ford presterà giuramento come presidente.

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