Mina ha 35 anni, fa l’ostetrica ed è la responsabile del Pronto soccorso ginecologico dell’ospedale Emergency di Anabah, nella provincia del Panshir. Racconta la sfida quotidiana di dover curare le madri e le partorienti in un contesto nel quale la questione dell’accesso alle cure si intreccia con un’altra emergenza: la malnutrizione dei bambini. Dal ritorno dei Talebani è aumentata in maniera esponenziale: solo nel 2021, il numero di bambini che non avevano cibo a sufficienza era cresciuto di 3,3 milioni rispetto agli anni della presenza occidentale in Afghanistan. Eppure, Mina, che in questi anni ha anche avuto la possibilità di emigrare in Iran o in Pakistan, ha deciso di rimanere qui, «perché io amo l’Afghanistan, amo la mia gente. E se anche dovessi morire, vorrei che accadesse qui, nel mio Paese. Non voglio andare via».

Tutti gli episodi

1. Apartheid di genere

Le donne sono quelle che pagano il prezzo più caro del crollo del sistema sanitario in Afghanistan. I divieti imposti sull’istruzione e sulla formazione dal governo dei Talebani hanno provocato una fuga di dottoresse dal Paese. Alcune di loro, però, hanno deciso di rimanere. Come Jamila, che lavora tra le

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2. Esempi di vita

Nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Emergency di Kabul sta per avvenire il cambio turno per i medici in attività. È il momento, quindi, di incontrare Sakina, una giovane dottoressa di 29 anni che è riuscita a laurearsi poco prima che arrivassero i Talebani e bloccassero università e scuole di

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3. Sogni infranti a Lashkar Gah

Dopo aver ripreso il potere, i Talebani hanno vietato anche gli esami per l’esercizio della professione. Così, tremila donne laureate in medicina non sono mai riuscite a ottenere l’abilitazione. Anisa è una di loro. Ha 29 anni e non potendo lavorare come medico fa l’assistente sanitaria nell’ospedale di Emergency di

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4. Studiare ancora, nonostante tutto

A dicembre del 2024 i Talebani hanno chiuso anche le scuole di specializzazione per infermiere e ostetriche. Ma per le donne che non hanno alcuna intenzione di rassegnarsi resta un piccolo spiraglio: i corsi offerti dalle organizzazioni umanitarie che ancora, in piccoli numeri e con fatica, formano nuove figure sanitarie.

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5. Partorire sotto i Talebani

Shirin è la primaria di Ginecologia dell’ospedale Emergency di Anabah, nella provincia del Panshir. Ha deciso di rimanere nel Paese nonostante il ritorno al potere dei Talebani, e ha una missione fondamentale: far partorire le donne in sicurezza. In Afghanistan, infatti, di parto si muore ancora moltissimo. Secondo l’Organizzazione Mondiale

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Trailer – Una nuova serie di Piano P

Una mattina, all’improvviso, scoprite di non poter più andare al lavoro perché la vostra scrivania non esiste più, o che le vostre figlie devono smettere per legge di andare a scuola a 12 anni. È quello che è successo a tutte le donne dell’Afghanistan dal 2021, da quando cioè i

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1. Apartheid di genere

Le donne sono quelle che pagano il prezzo più caro del crollo del sistema sanitario in Afghanistan. I divieti imposti sull’istruzione e sulla formazione dal governo dei Talebani hanno provocato una fuga di dottoresse dal Paese. Alcune di loro, però, hanno deciso di rimanere. Come Jamila, che lavora tra le

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2. Esempi di vita

Nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Emergency di Kabul sta per avvenire il cambio turno per i medici in attività. È il momento, quindi, di incontrare Sakina, una giovane dottoressa di 29 anni che è riuscita a laurearsi poco prima che arrivassero i Talebani e bloccassero università e scuole di

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3. Sogni infranti a Lashkar Gah

Dopo aver ripreso il potere, i Talebani hanno vietato anche gli esami per l’esercizio della professione. Così, tremila donne laureate in medicina non sono mai riuscite a ottenere l’abilitazione. Anisa è una di loro. Ha 29 anni e non potendo lavorare come medico fa l’assistente sanitaria nell’ospedale di Emergency di

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4. Studiare ancora, nonostante tutto

A dicembre del 2024 i Talebani hanno chiuso anche le scuole di specializzazione per infermiere e ostetriche. Ma per le donne che non hanno alcuna intenzione di rassegnarsi resta un piccolo spiraglio: i corsi offerti dalle organizzazioni umanitarie che ancora, in piccoli numeri e con fatica, formano nuove figure sanitarie.

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5. Partorire sotto i Talebani

Shirin è la primaria di Ginecologia dell’ospedale Emergency di Anabah, nella provincia del Panshir. Ha deciso di rimanere nel Paese nonostante il ritorno al potere dei Talebani, e ha una missione fondamentale: far partorire le donne in sicurezza. In Afghanistan, infatti, di parto si muore ancora moltissimo. Secondo l’Organizzazione Mondiale

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